| Attributes | Values |
|---|
| rdfs:label
| |
| rdfs:comment
| - La malavita sbarca a Genova, attratta dai grandi traffici del porto e dal desiderio di copiare il pesto genovese e produrlo con basilico contraffatto. Il primo boss fu Gennaro Santalucia, detto “lo smilzo”, considerato che pesava solo 120 chilogrammi da nudo, interiora escluse. I suoi primi traffici si svilupparono verso lo smercio di contrabbando di figurine dei calciatori e poi lentamente passò al contrabbando dei calciatori stessi, fino a contrabbandare stadi interi, comprensivi di massaggiatori e raccattapalle. Gli affari andavano benone, Gennaro era benvoluto da tutti, compresi i tutori dell'ordine ai quali inviava sempre un'album di figurine completo. Nel 1954 accadde però il fattaccio. Il Santalucia mancò di rispetto al boss siciliano, Concetto Papalìa, in vacanza con tutta la Famig
|
| dcterms:subject
| |
| dbkwik:noncicloped...iPageUsesTemplate
| |
| abstract
| - La malavita sbarca a Genova, attratta dai grandi traffici del porto e dal desiderio di copiare il pesto genovese e produrlo con basilico contraffatto. Il primo boss fu Gennaro Santalucia, detto “lo smilzo”, considerato che pesava solo 120 chilogrammi da nudo, interiora escluse. I suoi primi traffici si svilupparono verso lo smercio di contrabbando di figurine dei calciatori e poi lentamente passò al contrabbando dei calciatori stessi, fino a contrabbandare stadi interi, comprensivi di massaggiatori e raccattapalle. Gli affari andavano benone, Gennaro era benvoluto da tutti, compresi i tutori dell'ordine ai quali inviava sempre un'album di figurine completo. Nel 1954 accadde però il fattaccio. Il Santalucia mancò di rispetto al boss siciliano, Concetto Papalìa, in vacanza con tutta la Famiglia a Portofino. Non avendolo riconosciuto, gli schiacciò inavvertitamente un callo durante la coda per comprare la cassata. Sul momento, Concetto Papalìa non disse nulla ma nel 1958 fece rapire il Santalucia che fu insufflato dentro un pilastro portante dell’Albergo “Bella Rimini” di Crotone. Il Santalucia, a causa del notevole quantitativo di cemento e calcestruzzo ingerito non riuscì a liberarsi in tempo ed è quindi attualmente un inquilino a tempo indeterminato del suddetto albergo. A seguito di questo evento spiacevole, la famiglia Santalucia si trasferì nei pressi dell'eremo avellinese di San Regolino per meditare sulla filosofia avverroistica e sul suo significato nella società moderna. A Genova intanto il potere era passato in mano a Joe Pisciotta. Joe Pisciotta era tornato dagli Stati Uniti dove aveva maturato una grossa esperienza come guardia del corpo e venditore porta a porta di aspirapolveri. Del suo passato aveva mantenuto un aspirapolvere potenziato da una ditta tedesca con il quale si divertiva ad aspirare i rivali.
|